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Un Paese che non tutela i propri poeti è un paese già morto

Manca una settimana. Poi il solaio dell'abitazione sui Navigli in cui Alda Merini vive da oltre cinquant'anni a Milano dovrà essere vuotato e reso disponibile a mansarde di prossima costruzione. In quel solaio sono racchiusi non solo i tanti ricordi personali, ma anche manoscritti, appunti e libri che rischiano di perdersi. Una donna sola e anziana come lei si dichiara infatti impotente davanti a quello che definisce un gesto "crudele". Di chi è la responsabilità e il mancato rispetto nei confronti di quella che è universalmente riconosciuta come la più grande poetessa vivente? "Colpa dei giovani senza cultura, senza pudore. I giovani così perfidi. Di più, colpa dei genitori che regalano ai figli la vita degli anziani": le amare parole della Merini riportate in un articolo di Davide Gorni sul Corriere della Sera, nella "Cronaca di Milano" la scorsa settimana e che qualcuno mi ha segnalato via mail.
Se ne sapete di più e se sapete di iniziative di sostegno, segnalatemele.

nonsolorossi@libero.it


Pubblicato il 18/4/2005 alle 15.0 nella rubrica Diario.

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