Blog: http://PerAldaMerini.ilcannocchiale.it

Articolo su Alda segnalato da Narrator

Tratto da “Libero” di ven. 2 aprile 2004:

Alda Merini esalta Oreglio di Zelig Il gotha della poesia italiana la attacca di MARCO FERRAZZOLI

ROMA - Scoppia la guerra tra i poeti, anzi tra le poetesse. E a scatenarla sono i comici televisivi. Già dominatori delle classifiche di vendita dei libri, i protagonisti di "Zelig" e "Bulldozer" ora ottengono l'avallo della cultura "alta". A fornirglielo, Alda Merini, poetessa di culto del momento per la quale si è costituito un fronte teso a farle ottenere nuove sovvenzioni dopo la Legge Bacchelli. La Merini ha scritto la prefazione all'ultima raccolta delle "Poesie catartiche" di Flavio Oreglio, spendendo lodi sperticate: «Solo un uomo dal gusto sottile poteva capire il genio marginale ma profondo della comicità. E credo che Oreglio abbia scoperto, a sua insaputa come succede di solito ai genii, il confine tra verità e sogno. Il suo è un vangelo del risibile». Un importante affidavit per il comico di "Zelig", che si aggiunge a quello dell'elegante cofanetto Mondadori con tanto di cd: un bel salto rispetto agli esordi con le case minori per un autore che ha superato il milione di copie e aperto un vero e proprio laboratorio di poesia catartica. Che i rimatori da cabaret televisivo stiano conquistando l'editoria "seria", poi, lo conferma il volume uscito con la Piemme "Per l'amore bisogna averci la passione" di Angelo Orlando, protagonista del "Costanzo Show". La scelta non convince però Alba Donati, considerata il nome più importante del futuro poetico nazionale, tra gli altri, da critici come Alfonso Belardinelli, Giulio Ferroni e Franco Loi. «Mi sembra si torni alla questione, durata anni, se i cantautori fossero poeti. No, non lo sono. Ora arrivano i comici? La poesia può essere ironica, pensiamo a Sanguineti, ma comica è molto difficile. Che questi libri escano con Mondadori significa, come dice Belardinelli, che bisogna fidarsi solo dei piccoli editori». Un riferimento alla prestigiosa ma meno diffusa Marietti 1820, con cui la Donati ha pubblicato il suo ultimo, struggente libro "Non in mio nome". «Riguardo alla Merini, per la quale mi sono battuta moltissimo quando fu chiesta la Bacchelli, dico che ormai è una donna senza morale, cui importa solo di comparire, disposta a fare serate per soldi e che considera la poesia un mercato: vuoi una poesia? Te la faccio».

Pubblicato il 3/4/2004 alle 10.42 nella rubrica Diario.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web